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CELIACHIA , Celiachia e Terapia , Celiachia e Cause , Celiachia e sintomi , Celiachia ed esami , Celiachia e Glutine ,Celiachia ed alimenti , |
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CELIACHIA
Glutine
Il
glutine è la proteina di riserva delle cariossidi di cereali, ricca in
prolina ed in glutammina. Il glutine e la sua componente solubile in
alcool, chiamata gliadina, contengono la ripetizione di alcuni peptidi
riconosciuti come causa dell’intolleranza alimentare al glutine, in
quanto tali sequenze provocano l’infiammazione autoimmune del piccolo
intestino cui consegue malassorbimento. Il
glutine, o meglio le prolammine dannose, sono contenute in diversi cereali
in quantità differente:
Trattamenti
tecnologici di idrolisi parziali o di denaturazione termica per cottura
non distruggono la capacità all’alimento contenente glutine di indurre
Celiachia nel soggetto geneticamente predisposto. Variabilità Il
diverso grado di tossicità delle prolammine di cereali diversi può
collegarsi alle relazioni filogenetiche fra le specie. Le prolammine di
frumento, orzo e segale hanno determinanti antigenici simili ed infatti
fanno parte della stesa sottofamiglia (Pooideae). L’avena appartiene
alla stessa sottofamiglia del frumento, dell’orzo e della segale, ma ad
una tribù differente (Avenae). Riso e mais, per antonomasia cereali
naturalmente privi di glutine, appartengono ad altre sottofamiglie. Tutti
i cereali che appartengono alla tribù dei Triticum contengono glutine, in
quantità differenti, ma egualmente tossici per celiaci. Linneo individuò
sette specie di frumento. Alla sua classificazione ne seguirono altre;
oggi, la classificazione si fonda sullo studio del genoma, in base al
numero di cromosomi, e quindi dividendo i cereali in tre sottofamiglie:
Pooideae, di cui fanno parte, tra l'altro, Concentrazioni e dosi Il
normale introito medio di glutine nella dieta di una europeo adulto è
pari a 15/20 g/die. Challenge studies e valutazioni sulla dieta portano a
dimostrare che un apporto quotidiano di 100 mg di gliadina/die sono
sufficienti a dare patologia celiaca nel soggetto predisposto; mentre
altri studi dimostrano che un apporto giornaliero di 4-14 mg di gliadina
non causano danno alla mucosa intestinale. Denominazione Italiano:
Intolleranza al glutine, celiachia (IDC-10 K90.0). Inglese: Gluten-sensitive enteropathy, or celiac disease, or coeliac
disease. Descrizione Non
sempre la malattia si presenta in modo manifesto. La
forma tipica, in età pediatrica, ha quali sintomi caratteristici: diarrea
diffusa, inappetenza, ritardo di crescita, addome globoso; tali sintomi
appaiono generalmente dopo poco tempo dall’introduzione del glutine
nella dieta; nelle forme che esordiscono dopo il 2°-3° anno di vita la
sintomatologia gastroenterica è più lieve e in genere prevalgono deficit
di crescita, anemia, dolori addominali. Esistono anche esordi successivi
di Celiachia o manifestazione della patologia, o dopo anni di diagnosi
trascurata (molti casi insorgono dopo un evento stressante come il parto,
un intervento chirurgico): le manifestazioni in questi casi sono
generalmente di anemia sideropenica, disturbi extra intestinali (es.alopecia,
debolezza, stomatite aftosa); esistono inoltre forme latenti, silenti e
potenziali in cui i soggetti non presentano o quasi sintomi; questi casi
possono essere diagnosticati soltanto mediante specifici esami sierologici
e con biopsia intestinale; ciò generalmente accade in famiglie in cui è
presente un caso di celiachia. Complicazioni Una
diagnosi tardiva o il non rispetto di dieta priva di glutine comporta
facilmente l’insorgenza di alcune malattie legate al malassorbimento:
osteoporosi, infertilità, aborti ripetuti, bassa statura nei ragazzi,
diabete mellito, tiroidite autoimmune, alopecia, epilessia con
calcificazioni cerebrali e linfoma intestinale. Terapia La
terapia prevede essenzialmente l’introduzione ed il mantenimento
rigoroso per tutta la vita di una dieta priva di glutine. Il soggetto cui
è stata diagnostica celiachia, iniziata la dieta, inizierà subito a
sentirsi meglio e il suo intestino riprenderà progressivamente ad
assorbire i nutrienti, ripristinando gradualmente un equilibrio generale
con incremento di peso, ripresa della crescita, miglioramento
dell’umore, ecc. Il
glutine è presente nel frumento, nella segale, nell'orzo e nell'avena ed
in tutti gli alimenti che contengono anche in minima parte questi cereali.
Sono quindi parecchi i cibi che un celiaco non può includere nella sua
dieta, ma fortunatamente sono anche molti gli alimenti che per natura
non contengono glutine: carne, pesce, frutta, verdura, uova, latte e
derivati, olio di oliva, legumi, patate, castagne ed anche mais, riso,
miglio e grano saraceno. Inoltre in commercio esistono diversi prodotti
alimentari dietetici senza glutine che consentono ai celiaci di non
rinunciare a pietanze quali pasta, pane e prodotti da forno. Ad
oggi, la dieta protratta per tutta la vita è l’unica terapia efficace.
Diversi studi sono in corso, finalizzati a: messa a punto di un vaccino o
di un antidoto verso il glutine, ricerca di trattamenti sul glutine al
fine di rimuovere o inibirne gli epitomi tossici, modifiche genetiche sul
grano, ecc. Gli
alimenti destinati ad una alimentazione particolare,
"dietetici", sono caratterizzati dalla specificità di
destinazione rispetto agli alimenti di consumo corrente. Il loro impiego
viene proposto solo ad alcuni consumatori per effetto della composizione
adatta alle loro specifiche esigenze nutrizionali, distinte dalla media
della popolazione. Tali
alimenti devono corrispondere a particolari criteri di composizione ed
etichettatura, inoltre gli stabilimenti di produzione sono soggetti ad
autorizzazione ministeriale preventiva. Diagnosi iniziale Quando
i sintomi fanno presupporre di essere in presenza di un caso di celiachia,
si devono praticare degli esami specifici che comprendono analisi del
sangue e successivamente l'analisi del tessuto intestinale. Le
analisi del sangue permettono di individuare se vi sono gli anticorpi
antigliadina (AGA), antiendomisio (EMA), e gli Anticorpi
AntiTransglutaminasi, caratteristici della celiachia. Nella
fase florida della malattia, questi anticorpi sono presenti
nell’organismo in grandi quantità, mentre dopo l’avvio della dieta
senza glutine tendono a normalizzarsi nell’arco di alcuni mesi. La
positività di questi test rende molto probabile la presenza di Celiachia.
Anche la rilevazione nell’organismo del genotipo HLA e DQ2, possibile
attraverso degli esami del sangue, testimonia una possibile presenza della
malattia. Conferma Tuttavia,
una diagnosi definitiva è possibile solo effettuando una biopsia
intestinale, che permette di rilevare lo stato di atrofia dei villi
intestinali. Questa consiste nel prelievo di una piccola parte del tessuto
intestinale tramite una sonda introdotta per via orale, da fare però dopo
un periodo di dieta libera ricca di glutine. Vecchi criteri parlavano di 3
biopsie del piccolo intestino:
Oggi
3 biopsie si prevedono solo in casi particolari, ad esempio di fronte a
scarsa risposta alla dieta priva di glutine. Dopo aver effettuato la
diagnosi si predispone una cura basata semplicemente sull’eliminazione
definitiva del glutine dalla dieta, la quale fa scomparire ogni disturbo e
permette nel giro di qualche mese il ricostituirsi dei villi e della
funzionalità intestinale. Tecniche per l'identificazione in alimenti o
superfici Da
diversi anni si valutano e si cercano di mettere a punto tecniche
analitiche in grado di rilevare il glutine, ovvero le frazioni tossiche
delle prolammine di frumento, di orzo e di segale principalmente in
alimenti, specifiche, sensibili, riproduciili e quindi affidabili. Di tali
argomenti si occupa in particolare il Prolamine Working Group il quale ha
anche presentato al Codex i risultati dei suoi studi. Ad oggi, la tecnica
che appare più idonea e che viene applicata da molti laboratori sia di
controllo ufficiale, sia privati, sia di aziende produttrici di alimenti
ditetici, è quella ELISA. I
kits disponibili in commercio in Italia sono i seguenti: Transia
Plate Prolamins kit di Eurochme Diffchamb. Il metodo utilizza standard
europeo certificato di gliadina ed ha una sensibilità pari a 3ppm di
glutine. Con l’uso del “cocktail solution di Mendez” è possibile
determinare il glutine anche in prodotti che abbiano subito trattamenti
termici. Il
metodo
ufficiale per la determinazione del glutine (testo completo, formato pdf)
proposto dal Codex Alimentarius è il seguente:
Tecniche diagnostiche Ricerca
di anticorpi a livello ematico. Analisi del genotipo. Biopsia intestinale. In Europa Si
stima che in Europa più di un milione di persone soffra di questa
malattia. Negli anni ’90, in Italia un’inchiesta multicentrica
evidenziava che ogni anno si diagnosticava un nuovo caso di celiachia ogni
100 nati. Da screening mirati in gruppi ristretti di popolazione (esempio
17000 studenti tra i 6 e i 15 anni) si è potuto evincere un’incidenza
ben più elevata, pari a circa 1:150. In alcune zone si rilevano dati
ancora più forti, di incidenza pari a 1:100, il che significherebbe che
in Italia ci sarebbero dai 300000 ai 550000 celiaci. Epidemiologia, gruppi sensibili e resistenza Molti
casi di celiachia silente si riscontrano in familiari di I° grado di
celiaci ( 8-10%), nei pazienti con diabete insulino-dipendente (3-5%) o
con sindrome di Down ( 4-5%). Attraverso i cibi I
cibi incriminati sono quelli contenti glutine. Di seguito riportiamo una
lista di alimenti con e senza glutine. Semaforo
ROSSO = CONTENGONO GLUTINE. Semaforo VERDE= NON CONTENGONO GLUTINE
RACCOMANDAZIONI
Consumare
alimenti senza glutine. A questo proposito, gli alimenti senza glutine
sono quelli ("gluten free by nature") che rispondono a queste
caratteristiche quantitative:
In
ambito nazionale, La
normativa internazionale e comunitaria in materia appare meno cautelativa
delle disposizioni adottate in ambito nazionale. A livello internazionale,
infatti, il Codex Standard for Gluten-Free Foods stabilisce che i cibi
privi di glutine, derivanti da ingredienti naturalmente privi di glutine,
non devono contenere più di 20 parti per milione di glutine; mentre per i
cibi privi di glutine derivanti da cereali con glutine il limite massimo
è fissato in 200 parti per milione. A livello comunitario, infine, molti
Paesi quali Assenza
di glutine nei prodotti a base di carne Si riporta di seguito la nota, prot. 600.12/
AG32/ 725, del 10 dicembre
Autorizzazione
a produrre alimenti senza glutine. Gli stabilimenti nazionali di produzione
e/o di confezionamento dei prodotti disciplinati dal decreto legislativo
27 gennaio 1992, n.111, che ha attuato a livello nazionale la direttiva
89/398/CEE sui prodotti destinati ad una alimentazione particolare, devono
essere preventivamente autorizzati dal Ministero della Salute.
L’autorizzazione per la produzione e/o il confezionamento è rilasciata
“previa verifica della sussistenza delle condizioni igienico-sanitarie e
dei requisiti tecnici, prescritti dal D.P.R. 26 marzo 1980, n.327 e
successive modificazioni, e della disponibilità di un idoneo laboratorio
per il controllo dei prodotti”(art.10 del decreto legislativo 111/92).
La verifica è effettuata dal Ministero della Salute con la collaborazione
dell’Istituto Superiore di Sanità, attraverso un sopralluogo ispettivo
che coinvolge anche i rappresentanti della ASL competente per territorio.
Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito del Ministero della
Salute.
Per consulenza medica da parte del Dr.Matonti Catello , esperto in magneto terapia a campo stabile ed ideatore della metodica naturale "acqua magnetizzata con Piastra Biomagnetica ECO1" servirsi dell'apposito Modulo Contatti :
o tramite e-mail matonti6@hotmail.com |
A MEDICINA ECOLOGICA Associazione Medicina Ecologica Italiana
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