Il Latte : valori nutrizionali , qualità del latte , apporto di vitamine ,
proteine e grassi .
I casi in cui il latte è sconsigliato : nelle allergie e intolleranze al
latte e derivati o al lattosio .
Consulenza in medicina naturale .
In ogni angolo del mondo, per i neonati dei mammiferi, e quindi anche per
l'uomo, il latte è il
primo ed unico alimento. I vari popoli della terra per assicurarsene
costantemente la
disponibilità hanno addomesticato ed allevato le specie della fauna locale
più idonee a produrne:
Renna in Lapponia
Bufala in India, Malesia, Ceylon
Zebù in Madagascar
Asina in Palestina
Cammella in Medio Oriente
Mucca, capra, pecora e asina in quasi tutto il mondo.
Il consumo attuale del latte in Italia e negli altri Paesi
Alcuni studiosi hanno osservato che "i popoli che consumano più latte sono
caratterizzati da
una statura media più alta, da una maggiore resistenza alle malattie, da
un'attività intellettuale
e manuale più intensa, da una longevità più prolungata e da un'inferiore
mortalità infantile".
L'ltalia registra un consumo di latte non molto inferiore a quello di altri
Paesi della Comunità
Europea. Tuttavia è auspicabile che il consumo di latte aumenti; sarà utile
a questo proposito,
una migliore conoscenza del grande valore alimentare del latte.
Il latte nella alimentazione umana
L'importanza del latte come alimento è sostanzialmente dimostrata dalla
funzione svolta da
questo prodotto come prima ed esclusiva fonte di nutrimento per i piccoli
mammiferi, ai quali il
latte fornisce tutte le sostanze necessarie alla fase di intenso
accrescimento che segue la
nascita: basti pensare che nei primi cinque mesi di vita il latte consente
al neo- nato della
specie umana di raddoppiare addirittura il proprio peso!
Ma il latte non esaurisce certo la sua funzione alimentare dopo lo
svezzamento. Infatti, anche
in questa fase, e poi per tutta la vita, ossia nel quadro di una
alimentazione per la cui
completezza si rende via via necessario un più ampio e variato apporto di
cibi, esso continua
a costituire una importante fonte di principi nutritivi, in particolare di
proteine e di calcio.
Il valore nutritivo del latte
Il latte si caratterizza nutrizionalmente per gli apporti in proteine di
elevata qualità biologica
(caseina e lattalbumina principalmente), in alcune vitamine (in special modo
la B 2, la B 12 e la
A) e in calcio.
La presenza del latte e dei suoi derivati (formaggi e yoghurt) nella dieta è
pressoché
indispensabile per l'equilbrio e la adeguatezza della razione alimentare:
non a caso il latte e i
prodotti lattiero-caseari costituiscono da soli uno dei 7 gruppi di alimenti
che devono
possibilmente essere sempre rappresentati nella alimentazione quotidiana,
come condizione
essenziale per la sua completezza.
L'apporto in energia del latte è moderato: si va dalle circa 60 calorie per
100 grammi del latte
intero alle 50 del latte parzialmente scremato, fino alle 35 del latte
totalmente scremato.
Il latte contiene molto calcio, in un rapporto favorevole con il fosforo
Il calcio è un elemento necessario all'organismo durante tutte le diverse
fasi della vita, ossia
un nutriente essenziale che deve essere assunto giornalmente con gli
alimenti. I suoi compiti
nell'organismo umano sono quelli della formazione e del mantenimento delle
ossa e dei denti
e quelli di regolare e consentire certi processi, quali la conduzione degli
impulsi nervosi, la
contrazione dei muscoli, la coagulazione del sangue, la permeabilità delle
cellule, ecc.
I bisogni in calcio del nostro organismo variano a seconda dell'età e delle
condizioni
fisiologiche: sono più elevati nell'età evolutiva e fino ai 25 anni circa
(per un massimo di 1200
milligrammi al giorno) e un po' inferiori nelle età successive (800-1000
milligrammi al giorno);
durante la gravidanza e l'allattamento è consigliato comunque un aumento
della introduzione
pari a 400 milligrammi in più al giorno.
Ebbene, è proprio il latte, unitamente ai suoi derivati, ad assicurare la
massima parte (circa il
70%, nel nostro Paese) dell'apporto alimentare di calcio. Questo accade sia
perché il latte e i
suoi derivati contengono notevoli quantità di calcio (per il latte, circa
120 milligrammi ogni 100
grammi di prodotto) e sia perché il calcio contenuto nel latte è, per il
nostro organismo,
particolarmente facile da assorbire e da utilizzare, contrariamente a quello
presente in certi
prodotti vegetali, in particolare nei cereali.
I motivi di questa maggiore "biodisponibilità" del calcio presente nel latte
non sono ben chiari.
Si pensa comunque che un ruolo importate a questo riguardo sia svolto dalla
caseina (la più
importante proteina presente nel latte) e dal lattosio (lo zucchero presente
nel latte), e che al
contrario certe sostanze di cui sono ricchi i prodotti vegetali (come
l'acido fitico e l'acido
ossalico) tendano a legare il minerale, rendendolo meno facilmente
utilizzabile per il nostro
organismo.
In ogni caso è lecito affermare che la copertura dei nostri bisogni in
calcio risulta praticamente
impossibile se nella dieta quotidiana non vengono incluse sufficienti
quantità di latte e di
derivati del latte.
Anche il fosforo è un minerale importante, che svolge molte funzioni
essenziali, comprese
quelle a favore della costruzione e del mantenimento delle ossa e dei denti.
Il fosforo è largamente diffuso nei cibi ed anche il latte ne contiene buone
quantità. Quello che
bisogna sottolineare, però, è che è importante che il calcio e il fosforo
siano fra di loro, nel
complesso della dieta, in un rapporto eguale o superiore alla unità:
infatti, una introduzione
eccessiva di fosforo (quale quella associata a diete troppo ricche di
proteine) può portare a
consistenti perdite di calcio, con il rischio di danni che possono arrivare
alla
demineralizzazione delle ossa.
Ed è proprio sotto questo profilo che emerge il ruolo prezioso del latte e
dei suoi derivati:
mentre il fosforo prevale sul calcio in quasi tutti gli alimenti di più
largo consumo (cereali,
patate, legumi, carne, uova, ecc.), il latte e gli altri prodotti
lattiero-caseari sono fra i
pochissimi cibi che contengono più calcio che fosforo e svolgono quindi una
indispensabile
opera nel riequilibrare, sotto questo aspetto, diete che altrimenti
sarebbero da considerare
rachitogene.
Le proteine del latte hanno elevato valore biologico
Le proteine del latte e dei suoi derivati (rappresentate per circa l'80% da
caseina e per circa il
20% da sieroproteine quali la lattalbumina) assicurano da sole circa un
quinto dell'apporto
proteico totale della razione italiana media e circa un terzo del reale
fabbisogno giornaliero
medio.La qualità di queste proteine è molto elevata, il che significa che
queste proteine
contengono nelle giuste quantità e nelle giuste proporzioni tutti gli
aminoacidi di cui
l'organismo ha bisogno, ed in particolare quegli aminoacidi essenziali che
l'organismo non è
capace di fabbricarsi da sé e che quindi devono necessariamente essere
assunti dall'esterno
con il cibo.
Di conseguenza le proteine del latte sono fra le più adatte a coprire le
nostre necessità in
relazione a quella sintesi proteica che deve avvenire regolarmente e che ci
assicura non
soltanto la crescita e la riparazione dei tessuti, ma anche la formazione di
enzimi, anticorpi,
ormoni, ecc.
E' da sottolineare, nelle proteine del latte, l'elevato contenuto in lisina,
triptofano, metionina e
treonina: tale caratteristica rende queste proteine particolarmente adatte a
complementare la
ridotta qualità delle proteine dei cereali.
La quantità di proteine presente nel latte intero è di 3,1 grammi ogni 100
grammi , e sale a 3,5
nel latte parzialmente scremato e a 3,6 in quello interamente scremato.
Gli altri componenti del latte
Per quanto riguarda le vitamine, il latte non ne è una fonte importante,
anche se contiene
discrete quantità di vitamina B2 e di vitamina B12 e, in parte, anche di
vitamina A.
Nel latte di mucca i grassi sono presenti in media in quantità pari al 3,4%
del peso (1,8% nel
latte parzialmente scremato e solo 0,2% in quello totalmente scremato). Si
tratta di grassi per
2/3 saturi, in buona parte caratterizzati da buona digeribilità e facile
utilizzazione, e con ridotte
attitudini ad elevare i livelli di colesterolo del sangue.
In Italia il contributo dei prodotti lattiero-caseari all'introduzione
complessiva di grassi è del
20%, una quota quindi più modesta di quanto generalmente si creda.
Nel latte i carboidrati sono rappresentati unicamente dal lattosio, un
caratteristico disaccaride
costituito dall'unione del galattosio e del glucosio. E' presente nella
misura di circa 5 grammi
per 100 grammi di prodotto, non si trova in nessun altro alimento ed è
importante
particolarmente per lo sviluppo del tessuto nervoso nei primi mesi di vita.
Il latte nutre molto e costa poco
Dato il suo modico prezzo, il latte è l'alimento economicamente più
conveniente per
soddisfare il bisogno di proteine animali, che per l'uomo adulto può essere
valutato in circa
35 grammi al giorno.
Anche se il suo prezzo medio risultasse raddoppiato, tale convenienza non
cesserebbe di
sussistere.
Non è possibile indicare con precisione quale sia la quantità giornaliera di
latte che è
consigliabile consumare, data la varietà delle situazioni che si possono
presentare.
Si può comunque indicare una quantità auspicabile che va dai 200 ai 300
millilitri e che
dovrebbe essere superiore (almeno 500 millilitri) per le gestanti e le
nutrici, nonché per i
bambini e gli adolescenti.
Deve essere in ogni caso chiaro il concetto che il consumo di quantità
superiori non solo non
crea problemi alla maggior parte delle persone, ma è anzi da considerare
come un fatto
positivo e da incoraggiare.
Il latte è un alimento prezioso per tutti
E' sbagliata l'opinione, peraltro largamente diffusa, che il latte sia
alimento da destinarsi
esclusivamente all'alimentazione degli infermi, anche se è innegabile che il
suo alto grado di
digeribilità, la facilità della sua assunzione ed il suo elevato potere
nutritivo lo rendano
adattissimo a dare un maggior sostegno nutrizionale alla massima parte dei
malati.
Le caratteristiche del latte che abbiamo ricordato, d'altra parte, rendono
questo alimento
anche un ottimo integratore dell'alimentazione di tutte le persone sane.
Vi sono poi alcuni individui che vanno incontro a problemi se ingeriscono
del latte, dato che il
loro apparato digerente non è in grado di tollerare alcuni componenti di
questo alimento. I
responsabili di questa intolleranza sono in genere il lattosio o le
proteine.
a) Chi soffre di una intolleranza al lattosio (per mancanza o insufficiente
presenza nel suo
intestino dell'enzima "lattasi", indispensabile per scindere e digerire il
lattosio) in genere non
ha fastidi se consuma quantità di latte ridotte o cibi che ne contengano
piccole dosi. Queste
persone, che per non rinunciare all'apporto nutritivo di questo prodotto
possono comunque
utilizzare il latte "delattosato" (enzimaticamente predigerito) o lo yoghurt
(nel quale il lattosio è
gia in gran parte scisso), spesso riescono a risolvere il problema
consumando quantità
gradualmente crescenti di latte: in questo modo, infatti, esse riescono
spesso a provocare nel
proprio organismo la ricomparsa di sufficienti livelli di lattasi.
b) La intolleranza alle proteine del latte è invece una forma di allergia
alimentare abbastanza
comune nei bambini. La tolleranza si stabilisce in genere verso il secondo o
terzo anno di
vita. Prima di allora l'alimento non tollerato va escluso dalla dieta.
Il latte è indispensabile nell'infanzia e nella gioventù
Esso è infatti prezioso per favorire un accrescimento ottimale e lo sviluppo
migliore, grazie
soprattutto al suo apporto in proteine di elevato valore e in calcio, che
può essere facilmente
utilizzato per il completamento dello scheletro di questi organismi in
rapido accrescimento.
Educhiamo dunque i bambini e gli adolescenti a consumare sistematicamente
generose
quantità di latte, ogni giorno.
Il latte, sottoposto ai vari trattamenti tecnologici di conservazione,
mantiene sempre alto il suo
valore nutritivo
Il latte deve essere igienicamente garantito
IL LATTE è il secreto delle ghiandole mammarie delle femmine dei mammiferi.
Di colore
variabile, dal giallo-chiaro al bianco-azzurrognolo, ha odore caratteristico
e sapore dolciastro.
Secondo la terminologia della legge, col termine generico "Latte" si intende
quello prodotto
dalle mucche; il latte di altri animali deve invece portare la denominazione
della specie cui
appartiene l'animale che lo fornisce (di capra, di bufala, di pecora, ecc.).
Può essere
consumato crudo, senza pericolo di inconvenienti, solo se certificato.
Infatti, per la sua stessa natura il latte, alimento liquido prodotto da un
organismo vivente, è
facile terreno di coltura per i germi patogeni e quindi suscettibile di
diventare veicolo di
malattie infettive.
Perciò il latte che proviene da stalle non controllate igienicamente, prima
di essere
consumato, va sottoposto a processo termico di risanamento.
Ma anche una attrezzatura non idonea per il trasporto e la conservazione può
essere causa
dell'inquinamento del latte.
Ecco perché l'Autorità sanitaria, attraverso vari servizi, vigila non
soltanto sullo stato di salute
del bestiame da latte, ma altresì sulle condizioni igieniche delle stalle,
delle attrezzature, dei
contenitori e sulle varie manipolazioni del latte: dalla produzione al
consumo.
Tipi di latt e intero risanato
Perché il latte possa essere esente da ogni rischio di trasmettere
un'infezione, vari sono i
processi di risanamento ai quali viene sottoposto.
LATTE PASTORIZZATO
Con questa denominazione si definisce il latte che è stato sottoposto al
processo della
"pastorizzazione", cioè che è stato portato alla temperatura di 72-85¡C per
pochi secondi, e
quindi rapidamente raffreddato. Questo trattamento determina la distruzione
di tutti i
microorganismi patogeni eventualmente presenti nel latte crudo (del quale si
garantisce così
la sicurezza per il consumo umano) e di una parte dei microorganismi
saprofiti (quelli che
sono responsabili delle alterazioni del latte), senza però eliminare i
lattobacilli, capaci di
fermentare il lattosio con produzione di acido lattico.
Di conseguenza il latte pastorizzato non si conserva a lungo (2-3 giorni
dopo l'apertura del
contenitore) e può essere consumato senza ulteriore trattamento termico, ma
deve essere
trasportato e mantenuto in ambienti refrigerati (fra O e 4¡C). La sua durata
massima di
conservazione, a contenitore chiuso, è di una settimana in frigorifero.
La pastorizzazione non altera le caratteristiche organolettiche (sapore,
odore, colore, ecc.) e
nutritive del latte, e può essere applicata una sola volta entro 48 ore
dalla mungitura ("latte
fresco pastorizzato") o più volte, anche dopo le 48 ore dalla mungitura
("latte pastorizzato").
Infine, viene denominato "latte fresco pastorizzato di alta qualità" un
latte caratterizzato da
elevate qualità igieniche in sede di produzione, prodotto in aziende
specificatamente
autorizzate, dotato di un contenuto nutritivo più elevato (non meno di 3,2
grammi di proteine e
di 3,5 grammi di grassi ogni 100 grammi ). Anche questo tipo di latte
subisce un solo
trattamento di pastorizzazione entro 48 ore dalla mungitura.
Latte a lunga conservazione - Se poi il latte viene trattato con
applicazioni di calore più
spinte, si riescono a distruggere non solo i microorganismi patogeni ma
anche le spore
resistenti al calore e tutti i microorganismi responsabili delle alterazioni
del latte stesso.
Questo tipo di latte non richiede la consegna giornaliera ai posti di
vendita né l'osservanza
della catena del freddo. Esso può raggiungere località molto distanti dai
centri di produzione
ed essere commercializzato da qualunque negozio: rappresenta quindi
un'ottima alternativa
al latte pastorizzato.
A questa categoria appartengono:
Il latte UHT a lunga conservazione uperizzato - E' un latte che ha sub'to
una sterilizzazione
molto rapida (temperature superiori ai 135¡C per soli cinque secondi, con
applicazione diretta
o indiretta del calore), che non influenza il suo valore nutritivo e che
mantiene quasi inalterati i
caratteri organolettici del latte fresco.
Dopo il trattamento il latte viene omogeneizzato (per ridurre a piccolissime
dimensioni i globuli
di grasso presenti, assicurandone così una più omogenea distribuzione nel
prodotto),
raffreddato e infine confezionato asetticamente - in genere in tetrapak - al
fine di assicurarne
una durata di 3-6 mesi anche a temperatura ambiente.
IL LATTE STERILIZZATO A LUNGA CONSERVAZIONE - E' un latte che viene
sterilizzato in
bottiglie di vetro a temperature di circa 115-135¡C per 15-20 minuti, e poi
omogeneizzato e
raffreddato. E' conservabile per periodi anche superiori ai 6 mesi a
temperatura ambiente, ma
le sue caratteristiche organolettiche sono in una certa misura modificate
(colore più scuro e
sapore di cotto) e parte delle vitamine termolabili del complesso B -
specialmente la B 1 -
vanno perdute.
Una volta che sia stato aperto il contenitore, sia il latte UHT che quello
sterilizzato debbono,
al pari di quello pastorizzato, essere conservati in frigorifero ed essere
consumati entro un
paio di giorni.
Latti modificati
Si ottengono dal latte intero (sia pastorizzato che a lunga conservazione)
tramite l'aggiunta o
la sottrazione di determinate sostanze.
LATTE SCREMATO O MAGRO - E' quello cui è stato sottratto quasi completamente
il
grasso. Si presenta più fluido del latte intero e il suo valore energetico,
per la scarsa presenza
di grasso (il cui contenuto deve essere inferiore allo 0,3%) è quasi
dimezzato rispetto a quello
del latte intero. Questo latte viene perciò largamente utilizzato nelle
diete nelle quali deve
essere limitato il consumo di grassi.
LATTE PARZIALMENTE SCREMATO - E' quello in cui il contenuto in grassi è
stato ridotto
ad 1,5- 1,8 grammi ogni 100 grammi di prodotto.
LATTE DELATTOSATO - Si ottiene facendo passare il latte (intero,
parzialmente scremato o
scremato) su di un supporto inerte che contiene l'enzima "lattasi". In
questo modo, nel
prodotto finale il lattosio si presenta già scisso per almeno il 75% nei
suoi costituenti (glucosio
e galattosio). Di conseguenza, tale latte risulta tollerabile anche da parte
di coloro che hanno
difficoltà a digerire il latte normale per mancanza o scarsa presenza di
lattasi nel loro
intestino.
Latti trasformati
Si ottengono da latte intero o scremato. I vantaggi che offrono sono quelli
di una
conservazione più lunga e della possibilità di una agevole utilizzazione
anche lontano dal
luogo di produzione. Una delle caratteristiche di questi prodotti è il
volume ridotto rispetto al
latte di partenza, il che comporta vantaggi sotto il profilo del trasporto e
dell'immagazzinamento.
Il valore nutritivo dei latti trasformati, grazie al continuo miglioramento
delle procedure
tecnologiche adottate, risulta praticamente immutato rispetto al latte di
origine.
LATTE IN POLVERE - E' un latte pastorizzato o sterilizzato, ridotto in
polvere per
evaporazione istantanea dell'acqua, ottenuta mediante particolari metodiche.
L'eliminazione
dell'acqua dal latte è spinta al punto che i componenti restanti raggiungono
la media del 97%.
I tipi più comuni sono:
a) latte in polvere intero: è quello ottenuto partendo da latte a normale
contenuto di grassi;
b) latte in polvere parzialmente scremato: è detto anche "a titolo" a
seconda della percentuale
di grassi in esso conservata;
c) latte in polvere scremato: è praticamente del tutto privo di grassi, in
quanto ottenuto da
latte scremato.
Il latte in polvere si conserva a lungo (infatti i microorganismi non
possono proliferare con un
contenuto in acqua inferiore al 6%), è facilmente ricostituibile con acqua
al momento dell'uso
e ha un valore nutritivo molto simile a quello del latte fresco.
LATTE CONCENTRATO (O CONDENSATO) - Si ottiene dal latte intero, o da quello
parzialmente scremato, mediante la riduzione dell'acqua fino a un terzo o a
un quarto del
volume primitivo, con o senza aggiunta di zucchero.
Se ne hanno quindi due tipi: "condensato zuccherato" (con l'aggiunta del 18%
di zucchero,
che impedisce la crescita dei microorganismi) e "condensato non zuccherato"
(che viene
prima confezionato e poi sterilizzato).
E' contenuto in adatti recipienti di latta e ha l'aspetto di una massa
sciropposa, di colore
giallognolo, che ritorna al colore naturale quando è reintegrata con
l'acqua.
Si conserva a lungo anche a temperatura ambiente, ma va consumato
rapidamente subito
dopo l'apertura della scatola.
Latte speciale (con aggiunta di fermenti)
Si tratta di un latte pastorizzato cui vengono aggiunte colture di
particolari fermenti lattici, i
quali fanno parte della normale flora intestinale dell'uomo e aiutano a
mantenere uno stato di
benessere, assicurando la conservazione degli equilibri nell'intestino
stesso.
L'aggiunta è effettuata in maniera tale che il prodotto finito mantenga le
caratteristiche
organolettiche del latte utilizzato.
Può essere intero, parzialmente scremato o scremato.
Yoghurt
Originario della Bulgaria, ha l'aspetto di una crema densa ed un gradevole
sapore acido.
I metodi di preparazione variano da nazione a nazione, secondo abitudini e
preferenze.
Lo yoghurt è il prodotto della fermentazione e coagulazione del latte,
operate da due
microorganismi che sono presenti, vivi e vitali, in centinaia di milioni per
ogni grammo del
prodotto finale.
Questo latte fermentato si ottiene introducendo simultaneamente nel latte
pastorizzato due
bacilli lattici, il Lactobacillus bulgaricus e lo Streptococcus
thermophilus.
Lo yoghurt può essere preparato a partire da latte intero, parzialmente
scremato o scremato,
e conserva lo stesso valore nutritivo del prodotto di partenza. E' possibile
aggiungere al latte
di partenza della crema di latte per conferirgli particolare consistenza
cremosa. Lo yoghurt
viene raccomandato nei disturbi intestinali, in quanto la presenza di
fermenti lattici vivi è in
grado di collaborare al riequilibrio della flora batterica intestinale.
Lo yoghurt va trasportato e conservato fra gli O e i 4¡C. Sul mercato esso è
disponibile intero
(con almeno il 3% di grassi), parzialmente scremato (contenuto in grassi fra
1'1,5 e il 2%),
magro (contenuto in grassi inferiore all'1%), alla frutta, al malto, ai
cereali compatto, da bere
e in molti altri tipi.
Lo yoghurt può essere fatto in casa a partire da latte parzialmente scremato
a lunga
conservazione, disponendo degli speciali fermenti lattici e tenendo il latte
coperto in frigorifero
per 2-3 giorni. I fermenti possono essere riutilizzati per circa 15-20
operazioni.
YOGHURT ALLA FRUTTA - E' ottenuto mediante aggiunta di succhi di frutta o di
preparati a
base di frutta, ed eventualmente anche di zucchero. Può essere preparato
anche in casa,
aggiungendo allo yoghurt frutta o marmellata, fino ad ottenere i gusti
preferiti.
Consigli utili
PER L'ACQUISTO
- preferire il latte pastorizzato o sterilizzato, perché sono latti
igienicamente sani che non
hanno bisogno di essere sottoposti ad ebollizione;
- accertarsi che nelle latterie il latte sia conservato in frigorifero;
- controllare la data apposta sul contenitore.
PER LA CONSERVAZIONE
- se si tratta di latte crudo (ossia non pastorizzato né sterilizzato)
occorre bollirlo
immediatamente, con una fiamma bassa (altrimenti il latte "sale" rapidamente
e la
temperatura che si raggiunge non supera gli 80¡C), riscaldandolo dolcemente
e rompendo la
pellicola che si forma in superficie, fino ad arrivare ad una leggera
ebollizione da mantenere
per alcuni minuti;
- per l'ulteriore conservazione sia del latte pastorizzato che del latte
bollito in casa, si consiglia
di mettere il contenitore, ben chiuso, in frigorifero, e di consumare il
prodotto entro 48-72 ore.
PER L'UTILIZZAZIONE
- il latte va riscaldato sempre nel medesimo recipiente, per evitare che
assorba odori o sapori
di altri cibi;
- se il latte pastorizzato o sterilizzato viene consumato in tempi brevi
dopo l'apertura delle
confezioni, la bollitura non solo non è necessaria ma è addirittura da
evitare, dato che essa
riduce il valore nutritivo del latte (facendo coagulare alcune proteine che
formano una
pellicola che poi viene sempre scartata) e ne peggiora il sapore;
- il latte, oltre che una bevanda, è soprattutto un alimento: per meglio
digerirlo sarà bene
sorseggiarlo invece che sorbirlo in fretta.
Bevande e gelati a base di latte
Bevande - Sono costituite da latte liquido (magro, semigrasso e intero),
spesso
omogeneizzato, al quale vengono aggiunti particolari ingredienti. Questi
realizzano una
varietà di gusti e ne permettono una più larga utilizzazione durante la
giornata. Le bevande
più in uso, prodotte anche su scala industriale e in questo caso
imbottigliate e sterilizzate per
una migliore conservazione, sono quelle ottenute:
- con l'aggiunta di caffè, cioccolata, rhum, cognac;
- con l'aggiunta di sciroppi di frutta, come il lampone, la mandorla, la
fragola, I'arancia, il
limone, il mandarino, I'ananas, I'orzata, il pompelmo, ecc.;
- con l'aggiunta di aromi, come anice, menta, vaniglia, fiordarancio.
GELATI - Sono prodotti con latte gelato, arricchito di zucchero ed altri
ingredienti (vaniglia,
cioccolato, fragola, noce, pesca, ciliegia, ananas, caffè, frutta candita,
ecc. ecc.), che li
rendono squisiti e molto appetibili. Hanno elevato valore energetico.
Cucinare con il latte
CAROTE GIALLE AL LATTE
Ingredienti: Carote gialle kg 1 - Latte 2 bicchieri - Rosso d'uovo 1 - Burro
- Sale q.b. - Crostini
di pane fritto.
Tagliate le carote in rotelline piuttosto spesse e tuffatele per cinque
minuti nell'acqua salata a
bollire. Scolatele e mettetele in una teglia con una noce di burro, un
bicchiere e mezzo di latte
e un pizzico di sale. Mettete la teglia sul fuoco e terminate la cottura
delle carote tenendo la
fiamma bassa.
Quando il liquido si sarà ristretto, sciogliete il rosso d'uovo nel mezzo
bicchiere di latte
lasciato da parte e versatelo sulle carote.
Togliete allora la teglia dal fuoco e mettetela in un angolo del fornello
mescolando la pietanza
con un cucchiaio di legno in modo che l'uovo divenga come una crema senza
però bollire.
Dopo cinque minuti versate sul piatto da portata guarnendo con crostini di
pane fritto.
RISOTTO AL LATTE
Ingredienti: Riso g 500 - Latte 3/4 litro - Sale - Parmigiano grattato q.b.
Mettete a bollire una metà del latte; appena questo leva il bollore
aggiungete il riso avendo
cura di mescolare ogni tanto per evitare che si attacchi al recipiente. Man
mano che il riso
gonfia aggiungete a poco a poco il resto del latte caldo. Aggiungete poi un
pizzico di sale e
terminate la cottura. Il risotto dovrà presentarsi piuttosto fluido.
MANZO AL LATTE
Ingredienti: Carne magra di manzo kg 1 - Lardo g 100 - Latte litri 1 - Burro
g 30 - Cipolla -
Sedano - Carota - Limone - Sale q.b.
Lardellate la carne, legatela e ponetela in una casseruola adatta con g 50
di lardo tritato, la
cipolla, il sedano e la carota; aggiungete il burro e lasciate rosolare
adagio finché la carne
non prenda un bel colore biondo. Salate quindi la carne, scolate il grasso
superfluo e versate
nella casseruola il latte. Fate alzare il bollore, mettete al forno la
casseruola e lasciate
cuocere per circa due ore.
Quando la carne sarà cotta versate in un colino la salsa e setacciatela.
Mettetela quindi di
nuovo al fuoco insieme col succo di limone e fatela scaldare senza più
bollire. Questa
nutrientissima salsa al latte accompagnerà molto gustosamente I'arrosto.
Dolci
(Ricette per 6 persone)
CREMA PASTICCIERA
Ingredienti: Zucchero g. 90 - Tuorli d'uovo 3 - Farina g. 75 - Buccia di
limone e vaniglina -
Latte mezzo litro.
In una casseruola mescolate con un cucchiaio di legno i rossi d'uovo e lo
zucchero;
aggiungete la farina, una scorzetta di limone e un po' di buccia di limone
grattata. A parte fate
scaldare il latte; quando sarà quasi bollente versatelo a poco a poco sulla
farina e le uova
mescolando continuamente per evitare grumi. Mettete poi il composto sul
fuoco sempre
mescolando e dopo poco la crema si addenserà. Dopo aver fatto bollire per 5
minuti togliete
la crema dal fuoco e lasciate freddare. Questa crema serve da base a
moltissime
preparazioni di pasticceria.
CHARLOTTE ALLA CREMA
Ingredienti: Pan di Spagna g. 100 - Marmellata g. 50 - Latte 1 litro -
Farina g. 100 - Zucchero
g. 200 - Tuorli d'uovo 6 - Cioccolato 2-3 cucchiai - Liquore dolce q.b.
Rivestite l'interno di uno stampo per budino con carta bianca. Tappezzatene
il fondo e le
pareti con fettine di pan di Spagna accostate e tenute insieme con un po' di
marmellata.
Preparate poi un litro di crema pasticciera con un litro di latte, g. 100 di
farina, g. 200 di
zucchero in polvere e 6 rossi d'uovo. Versatene una metà nello stampo e
disponetevi sopra
uno strato di fettine di pan di Spagna. Intanto fate sciogliere sul fuoco il
cioccolato e
incorporatelo alla rimanente crema. Riempite lo stampo con questa crema
cioccolato e
ricopritela con uno strato di fettine di pan di Spagna. Mettete lo stampo in
frigorifero per un
paio d'ore; poi sformate la charlotte e spruzzatela di liquore dolce.
CANNOLI ALLA SICILIANA
Ingredienti per la pasta delle "scorze": Farina g. 150 - Strutto una noce -
Sale- Zucchero -
Vino o marsala - Olio per friggere.
Questo dolce squisito consta di un involucro detto scorza del dolce e del
ripieno. Per fare le
"scorze" preparate una pasta piuttosto consistente, impastando insieme con
un po' di vino o
marsala, la farina, lo strutto, un pizzico di sale e mezzo cucchiaio di
zucchero. Raccolta la
pasta in forma di palla, lasciatela riposare per circa un'ora e poi
stendetela in una sfoglia
sottile. Ritagliate in questa sfoglia dei quadrati di circa 12 cm . di lato.
Avvolgeteli
diagonalmente intorno agli appositi cannelli di latta pressandoli bene con
le dita e friggeteli in
abbondante olio, finché non divengano bruni e croccanti. Quando sono freddi
sfilateli con
delicatezza dai cannelli e lasciateli ulteriormente raffreddare. Riempiteli
poi con la seguente
crema.
CREMA Dl RICOTTA PER CANNOLI ALLA SICILIANA
Ingredienti: Ricotta g. 500 - Zucchero g. 250 - Acqua distillata di fiori
d'arancio - Cioccolato -
Canditi - Pistacchi - Zucchero vanigliato.
Mettete in una terrina la ricotta insieme con lo zucchero e amalgamateli.
Passate poi il
composto al setaccio in modo da ottenere una crema molto fine e aggiungetevi
qualche
goccia di acqua di fiori d'arancio, qualche candito tagliato a piccoli pezzi
e della cioccolata
sminuzzata. Con questa crema riempite le scorze, aiutandovi con la apposita
sacchetta di tela
a bocca larga o con un cucchiaio e pareggiate con un coltello le aperture
del cannolo
ricoprendole di pistacchi finemente tritati; indi accomodate i cannoli sul
piatto spolverizzandoli
di zucchero a velo.