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ISTITUTO SUPERIORE di SANITA’
(sicurezza alimentare)
L' attività di ricerca
sulla sicurezza e la qualità degli alimenti riguarda l'individuazione
dei fattori di rischio e della loro origine, lo studio della
composizione e del valore nutrizionale degli alimenti e la definizione
di metodologie analitiche.
Particolare rilievo
riveste la valutazione del rischio legato ai contaminanti microbici, a
quelli chimici derivanti dall'ambiente, dai processi di produzione e
trasformazione industriale, dal trattamento farmacologico negli animali
nonché quello derivante dall'uso di additivi, coloranti ed
aromatizzanti.
Sono inoltre svolte
ricerche miranti ad individuare idonei stili di vita ed a stabilire il
ruolo di componenti della dieta nella patogenesi, prevenzione e terapia
di malattie con fattore di rischio nutrizionale, nonché sulla loro
capacità di fornire benefici alla salute tali da migliorare la qualità
della vita.
L'analisi chimica
di un alimento dà utili informazioni sia sulle sue caratteristiche
qualitative e nutrizionali, sia sulla sua sicurezza dal punto di vista
dell'assenza di fattori di rischio chimici.
Per quanto riguarda la qualità il Centro svolge attività volte alla
verifica della integrità compositiva e del buono stato di conservazione
degli alimenti (valutazione di indicatori di qualità, accertamento e
prevenzione delle frodi alimentari).
Inoltre,
svolge ricerche volte ad accertare il valore nutrizionale degli alimenti
e a studiare la presenza di fattori benefici per la salute (elementi in
traccia, vitamine, antiossidanti.
Il
rischio chimico associato ai prodotti alimentari deriva dalla presenza
di fattori di rischio ("pericoli") quali, sostanze tossiche
naturali, allergeni, contaminanti naturali, ambientali o indotti da
processo, inclusi i residui (ad esempio di farmaci veterinari).
Col
termine rischio chimico si intende anche la possibilità di incorrere in
effetti avversi a seguito di esposizione ad agenti chimici aggiunti
intenzionalmente ai prodotti alimentari a scopo tecnologico durante la
produzione secondaria.
Queste
sostanze non sono tossiche alle dosi di impiego ma è necessario
controllare l'eventuale utilizzo improprio o illegale (aggiunta in
quantità superiori a quelle consentite o in alimenti non consentiti)
così come il ricorso a sostanze non autorizzate.
Il Centro svolge attività di valutazione e gestione del rischio in
linea con i protocolli internazionali (OMS, FAO) al fine di garantire la
sicurezza per quanto concerne i rischi derivanti dalla presenza di
sostanze chimiche nei prodotti alimentari. In questo contesto, il Centro
svolge attività di ricerca e di controllo per le seguenti categorie di
agenti chimici: tra i contaminanti e le sostanze pericolose naturalmente
presenti negli alimenti vengono prese in esame le micotossine, e alcuni
costituenti tossici delle piante; tra i contaminanti ambientali, i
metalli pesanti e gli idrocarburi policiclici aromatici; tra i
contaminanti da processo e i residui, le nitrosammine, l'acrilammide e i
farmaci veterinari.
Le attività di ricerca che l’I.S.S. svolge in questa area sono volte
alla individuazione ed alla valutazione dei fattori di rischio (presenza
delle varie classi di sostanze nella filiera agro-alimentare, impatto
sulla salute del consumatore). I temi di ricerca sviluppati in ambito
nazionale ed internazionale includono la valutazione della esposizione
della popolazione e/o di gruppi specifici di popolazione con metodologie
tradizionali ed innovative, l'effetto dei processi tecnologici sulla
distribuzione dei contaminanti nei prodotti di trasformazione, la
effettuazione di programmi di monitoraggio per l'individuazione di
rischi emergenti e studi di correlazione epidemiologica.
Il
Centro, nell'ambito delle attività di gestione del rischio, è
impegnato nella ottimizzazione delle metodologie impiegate per
l'individuazione e la quantificazione degli agenti chimici considerati
tramite la messa a punto e validazione di metodi di campionamento e di
analisi, anche in collaborazione con organismi internazionali (ISO,
CEN).
Inoltre,
per le categorie di sostanze sottoelencate, il Centro, nell'ambito dei
suoi compiti istituzionali, assolve funzione di coordinamento delle
attività di controllo effettuate dai laboratori pubblici afferenti al
Servizio Sanitario Nazionale, formula linee guida, effettua attività
ispettiva ed organizza corsi di formazione e aggiornamento.
Additivi
e coloranti
Aromatizzanti
Elementi
inorganici
Idrocarburi
aromatici
Micotossine
Nitrosammine,
acrilammide e altri contaminanti da processo
Residui
di farmaci veterinari
Altri contaminanti
ASSICURARE
UN BUONO STATO di SALUTE
Un
equilibrato apporto di energia e di nutrienti, come anche di sostanze ad
azione protettiva, costituisce il requisito di base per il mantenimento
di un buono stato di salute.
Lo sviluppo socio-economico degli ultimi decenni ha assicurato una
maggior disponibilità e varietà di alimenti per le popolazioni dei
paesi ad economia avanzata, determinando la scomparsa di molte malattie
carenziali e contribuendo parallelamente alla crescita delle aspettative
di vita.
Nel
nostro paese questo sviluppo è stato accompagnato da un progressivo
allontanamento dal modello tradizionale di dieta (di tipo mediterraneo)
e dall'affermarsi di diete ad elevata densità energetica, alto
contenuto in grassi, soprattutto saturi, e a basso contenuto in
carboidrati non raffinati.
Queste
nuove abitudini alimentari, associate ad uno stile di vita sedentario,
hanno determinato il notevole incremento dell'incidenza di patologie
croniche con fattore di rischio dietetico-nutrizionale quali l'obesità,
il diabete non insulino-dipendente, le patologie cardiovascolari, alcuni
tumori.
Obiettivo prioritario di intervento della sanità pubblica è quindi
quello di mirare alla riduzione del rischio, promuovendo stili di vita
corretti in grado di garantire un migliore stato di salute generale e
ridurre nel contempo i notevoli costi socio-economici generati dalla
diffusione delle patologie croniche associate alla dieta.
In questo contesto l'attività del Centro si articola in diversi settori
di intervento che riguardano:
- identificazione e promozione di stili di vita diretti al mantenimento
di un buono stato di salute e alla prevenzione dell'insorgenza di
malattie con fattore di rischio dietetico-nutrizionale
- raccolta di dati sull'assunzione di alimenti, sulle abitudini
dietetiche e sullo stato nutrizionale di gruppi di popolazione
- studi sulla presenza negli alimenti, sulle funzioni e sul meccanismo
d'azione di componenti della dieta per i quali è stato riconosciuto (in
senso positivo o negativo) un ruolo importante sulla salute dell'uomo
- corretta informazione al consumatore per promuovere scelte alimentari
consapevoli
- studi su gruppi di alimenti con valenza nutrizionale particolare
- Acque
minerali
- Alimentazione,
attività fisica e stato di salute
- Etichettatura
- Integratori
alimentari
- Obesità
e malattie con fattore di rischio dietetico-nutrizionale
- Prodotti
destinati ad un'alimentazione particolare
Come evidenziato
dalla Commissione delle Comunità Europee nel Libro bianco sulla
sicurezza alimentare , la difesa della salute pubblica non deve
limitarsi alla sola sicurezza chimica, biologica e fisica degli
alimenti, ma deve riguardare anche la sicurezza nutrizionale, volta ad
assicurare l’assunzione di sostanze nutritive essenziali e a limitare,
nel contempo, l’assunzione di componenti naturalmente presenti negli
alimenti che possono risultare nocivi per la salute.
Al concetto di sicurezza alimentare si è quindi aggiunto quello di
sicurezza nutrizionale intesa come una alimentazione equilibrata, tale
da consentire un corretto sviluppo, sia fisico che mentale, a tutta
la Come
evidenziato dalla Commissione delle Comunità Europee nel Libro bianco
sulla sicurezza alimentare la difesa della salute pubblica non deve
limitarsi alla sola sicurezza chimica, biologica e fisica degli
alimenti, ma deve riguardare anche la sicurezza nutrizionale, volta ad
assicurare l’assunzione di sostanze nutritive essenziali e a limitare,
nel contempo, l’assunzione di componenti naturalmente presenti negli
alimenti che possono risultare nocivi per la salute.
Al concetto di sicurezza alimentare si è quindi aggiunto quello di
sicurezza nutrizionale intesa come una alimentazione equilibrata, tale
da consentire un corretto sviluppo, sia fisico che mentale.
I prodotti destinati ad una
alimentazione particolare sono prodotti nettamente distinti dagli
alimenti di uso corrente, in quanto finalizzati a rispondere alle
esigenze nutrizionali di specifici gruppi di popolazione quali:
- persone il cui processo di assimilazione o il cui metabolismo è
perturbato
- persone che si trovano in condizioni fisiologiche particolari per cui
possono trarre benefici particolari dall'assunzione controllata di
talune sostanze con gli alimenti
- lattanti e bambini nella prima infanzia, in buona salute.
Questi alimenti debbono essere prodotti esclusivamente da stabilimenti
autorizzati dal Ministero della Salute e, ad eccezione degli alimenti
per la prima infanzia, possono essere caratterizzati dall'indicazione
"prodotti dietetici" o "di regime".
A livello nazionale sono regolamentati dal Decreto Legislativo n.111 del
27 gennaio 1992, nonché da specifiche norme di settore, sia a livello
comunitario che nazionale, che ne stabiliscono i criteri di composizione
e di etichettatura.
Tali prodotti sono inoltre sottoposti a controlli da parte delle autorità
competenti del SSN a livello di produzione, di conservazione e di
commercializzazione, secondo appositi piani di vigilanza, e da parte
dell'ISS per quanto riguarda le revisioni di analisi.
Ne
esistono diverse categorie con finalità specifiche:
- Alimenti
per la prima infanzia
- Alimenti
destinati a diete ipocaloriche volte alla riduzione del peso
- Alimenti
dietetici destinati a fini medici speciali
- Alimenti
adatti ad un intenso sforzo muscolare soprattutto per sportivi
- Alimenti
privi di glutine
SOSTANZE OSSIDANTI
L'organismo è in costante equilibrio
tra sostanze ossidanti e sistemi di difesa antiossidante; una
alterazione di questo equilibrio, che si configura quando le sostanze
ossidanti prevalgono e/o le sostanze antiossidanti si riducono, viene
definita come stress ossidativo.
La produzione di sostanze ossidanti (Specie Reattive dell'Ossigeno, ROS,
e dell'Azoto, RNS) e/o la compromissione del sistema di difesa, possono
essere determinate da numerosi processi fisiologici e patologici
(reazioni metaboliche, infiammazione, infezioni, carcinogenesi,
invecchiamento, processi di riparazione tessutale), nonché originarsi
in seguito all' esposizione ad agenti ambientali (radiazioni, agenti
tossici ed inquinanti).
In quanto capaci di danneggiare tutte le principali macromolecole (acidi
nucleici, proteine, lipidi, carboidrati), le specie reattive sono la
causa primaria di danno tessutale e cellulare, coinvolto nella
patogenesi di malattie infettive e non infettive a carattere
infiammatorio e cronico-degenerativo.
Esse svolgono nel contempo anche azioni
molto utili per l'organismo, intervenendo, per esempio, nella
distruzione di microrganismi patogeni da parte dei fagociti, e nella
trasmissione del segnale in diverse attività cellulari.
Nel corpo umano sono presenti numerosi meccanismi di difesa
antiossidante complementari fra di loro in grado di agire su ossidanti
diversi o in compartimenti cellulari differenti. Un sistema di difesa
molto importante è costituito da enzimi endogeni, fra cui le
superossido dismutasi, le catalasi e le glutatione perossidasi.
Alcuni minerali, come il selenio, il
rame, il manganese e lo zinco, in quanto cofattori di questi enzimi,
hanno un ruolo chiave per la loro attività, ed è quindi indispensabile
assicurarne un idoneo apporto con la dieta.
Un secondo sistema di difesa è
rappresentato da componenti a basso peso molecolare, alcuni dei quali,
come glutatione, ubichinone e acido urico, sono prodotti regolarmente
dal metabolismo, altri, come la vitamina E, la vitamina C, i carotenoidi
e altri antiossidanti naturali, si assumono con gli alimenti.
E' da tempo noto che il consumo di una dieta bilanciata con un elevato
apporto di cereali, vegetali e frutta riduce il rischio di insorgenza
delle patologie sopra citate, suggerendo che i benefici osservati siano,
almeno in parte, da attribuirsi all'elevato contenuto di sostanze ad
azione antiossidante presente in tali alimenti. Di converso, i risultati
dei principali studi clinici di intervento, in cui sono stati
somministrati antiossidanti, singolarmente o in associazione, non hanno
finora fornito supporti sufficienti a sostegno della necessità di una
diffusa supplementazione, anzi, in alcuni casi, hanno evidenziato
effetti avversi.
Affinché le Autorità preposte possano sviluppare corrette politiche di
intervento, volte a ridurre l'impatto di queste patologie sulla salute
pubblica, è indispensabile ampliare le conoscenze relative alla
presenza di sostanze antiossidanti negli alimenti (anche in funzione dei
trattamenti tecnologici a cui vengono sottoposti), alla loro
biodisponibilità, ai meccanismi d'azione a livello cellulare e alle
dosi in grado di svolgere un effetto protettivo.
Ricerca svolta da
Dr.C.Matonti
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