SE L’ACQUA NON E’ POTABILE INTERVIENE L' ASL
 
 

Se l’acqua che esce dal rubinetto del consumatore non è conforme ai parametri di legge per colpe non attribuibili all’azienda acquedottistica, la competenza a intervenire è soltanto della ASL, la quale dovrà disporre che il gestore della rete idrica adotti misure appropriate per eliminare il rischio che l’acqua non rispetti i parametri dopo la fornitura. E’ quanto ha previsto il decreto legislativo n. 27/2002, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale , che ha apportato alcune modifiche alla disciplina dell’acqua potabile. Le norme tuttavia non sono ancora chiare perché rimane sempre la responsabilità degli amministratori condominiali, i quali devono assicurare (non si sa come) che i parametri di legge, rispettati nel punto di consegna (ovvero al contatore), “siano mantenuti nel punto in cui l’acqua fuoriesce dal rubinetto”. L’amministratore condominiale che non si attiva per il rispetto dei parametri, rischia una terrificante sanzione di 10.329 euro, che verosimilmente cadrà sulle spalle di tutto il condominio. Dato che molte tubature sono in piombo, uno dei parametri che potrebbe facilmente saltare al punto di uscita del rubinetto è proprio quello del piombo, specialmente in caso di acque leggere. Il valore massimo di parametro fissato dalle norme è di 10 microgrammi per litro, ma a partire dal 26 dicembre 2013. Fino al 25 dicembre 2003 il valore massimo è di 50 microgrammi per litro e dopo questa data e fino al 25 dicembre 2013 scende a 25 mircrogrammi/litro. Il nuovo decreto legislativo ha poi modificato il valore “consigliato” del disinfettante residuo nell’acqua di rubinetto. In genere per la disinfezione, quando ce n’è bisogno, viene impiegato il diossido di cloro, che a differenza dell’ipoclorito rilascia meno sottoprodotti nocivi come i trialometani, ma comunque rilascia ioni di cloro che rendono l’acqua poco appetibile. Prima le norme prevedevano un “valore minimo consigliato” del residuo disinfettante di 200 microgrammi per litro, in modo che fosse sicura l’attività disinfettante. Ora è sparito il termine “minimo” e quindi si intende solo consigliato, ma può essere inferiore, per cui l’acqua potrà essere più gradevole. Questi, comunque, sono i principali parametri che devono essere rispettati per l’acqua potabile, alcuni con una decorrenza scaglionata negli anni.

Sostanze Valore massimo(microgrammi/litro)
Arsenico 10
Benzene 1
Benzo (a) pirene 0,01
Boro 1
Cadmio 10
Clorito 200
Cromo 50
Cianuro 50
Fluoruro 1,5
Mercurio 1
Nichel 20
Nitrati 50
Nitriti 0,5
Piombo 10
Selenio 10
Vanadio 50

Vi sono poi dei “parametri indicatori” il cui superamento non determina necessariamente la non potabilità dell’acqua, ma una valutazione rimessa alle autorità sanitarie, le quali potranno disporre “che vengano presi provvedimenti intesi a ripristinare la qualità dell’acqua”. Tali parametri riguardano alluminio, ammonio, ferro, manganese, sodio, cloruro, solfato e altre caratteristiche come durezza, pH, residuo fisso, eccetera.