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VERRUCHE

Consulenza Medica Ecologica


 

Le verruche sono infezioni virali che si presentano come escrescenze carnose, dure di natura benigna. Sono provocate dall’aggressione di un virus e si manifestano sia sulla pelle che sulle mucose. La famiglia dei virus alla quale appartengono le verruche è quella dei Papova-virus ed in particolare il virus responsabile è il Papilloma virus umano (HPV Human Papilloma Virus) che attacca esclusivamente la razza umana. Lo studio del DNA virale ha dimostrato che esistono circa 50 sottotipi di HPV ma solo alcuni di essi sono responsabili delle lesioni cutanee.

Le verruche erano conosciute dagli antichi greci e romani e nel 30 a.C. Aurelio Cornelio Celso parla già in alcuni scritti di manifestazioni simili a porri.
La loro identificazione come infezioni trasmissibili per contagio avvenne però solo alla fine di questo secolo ed il virus papilloma fu isolato nel 1949.

Non esiste un vaccino, non esiste una cura o una terapia per via generale e quindi a tutt’oggi l’unico modo per eliminarle è quello di distruggerle fisicamente. Tale distruzione deve avvenire il più presto possibile proprio perché trattandosi di un virus autoinoculante più a lungo rimane sulla pelle e maggiore è la possibilità che dopo circa 3-4 mesi avvenga una recidiva.
I metodi per eliminarle sono diversi e variano a seconda del tipo di verruca. La terapia delle verruche costituisce a tutt’oggi un problema ed i risultati che si ottengono non sono costanti e spesso non sono definitivi in quanto le recidive sono frequenti con tutti i tipi di trattamento.




Molte e diverse sono le terapie della medicina popolare per le verruche. Fra queste si può citare lo strofinamento della verruca, o del porro, con uno spicchio di aglio tagliato, da fare almeno due volte al giorno, e la Segnatura,cioè il disegno attorno alla verruca di un limite preciso. Il disegno deve essere fatto con un inchiostro resistente, e questa pratica agisce perché si identifica la verruca come altro da sé, e viene indirettamente stimolata a livello psichico la reazione del male esterno. E’ necessario che la segnatura sia fatta da un’altra persona.
Lo so, molti di voi storceranno il naso,ma forse non sapete che esiste un elisir che non ha eguali. Sto parlando dell’aglio, antibiotico naturale che equilibra molti stati patologici. Esistono testi affascinanti e misteriosi sulla potenza dell’aglio, le cui miracolose facoltà furono avvertite persino dagli antichi monaci tibetani. Vanno tagliati diversi spicchi fino a farne una poltiglia e questa sorta di pasta collosa va applicata sulla verruca fino a quando il bruciore non diventa insopportabile. Ogni tanto quella poltiglia oltre a spalmarla sulla pelle va anche ingurgitata con un bicchiere d’acqua stando attenti a toccare il meno possibile il palato. In poche settimane le verruche spariscono e la pelle ritorna perfettamente liscia. Per chi oggi vuole praticare ancora queste terapie tibetane occorre prendere alcuni spicchi, pestarli nel mortaio ed applicarli sulla verruca per tutta la notte. Attenzione : è bene che la polpa d’aglio non tocchi la parte sana dell’epidermide, per evitare che si infiammi. A tale scopo, prendete un cerotto e praticatevi un foro delle dimensioni della verruca ed applicatelo in modo che la verruca rimanga scoperta. Ponete al di sopra del cerotto la pasta d’aglio, ricoprite il tutto con un altro cerotto, nel giro di 10-15 giorni con una nuova applicazione ogni notte la verruca scomparirà.

Sempre nell’ambito delle terapie cosiddette naturali altra metodica suggerita è quella di cospargere le verruche con latte di fico o strofinarle con pomodori. Ed ancora olio essenziale di lavanda 4-5 volte al giorno, toccando con il contagocce sulle verruche senza invadere la parte sana, per 15 giorni. Non usare molto vicino alle mucose perché l’olio essenziale di lavanda è irritante sul tessuto normale.
Altro sistema è quello di bruciarle servendosi del sole con una lente di ingrandimento, con il fuoco della lente esattamente sulla verruca, quando il bruciore diventa insopportabile spostare la lente dalla verruca e rimetterla subito dopo. Quattro o cinque volte per due o tre giorni.
Perché il medico omeopatico raccomanda di non togliere le verruche fino a quando non diano più segni o sintomi di attività? Proprio perché le verruche rappresentano delle polle d’affioramento di sostanze tossiche solide che l’organismo non è in grado di neutralizzare digerendole.
Sono quindi, contemporaneamente segnali d’allarme, punti d’accumulo e valvola d’eliminazione ed il virus isolabile nella verruca è un agente che sopperisce all’inadeguatezza digestiva dell’ospite (parassitismo utile). Per la loro natura, in Medicina Omeopatica, le verruche sono considerate segno di tendenza al deposito tossico solido negli organi interni (sicosi) o, più semplicemente, di tendenza alla formazione di tumori, negli organi escretori in particolare.
La loro guarigione spontanea o a seguito di trattamento espressivo (quindi non chirurgica o chimica topica) è segno di risoluzione del blocco d’eliminazione.
Spesso, la zona di comparsa della verruca, per le relazioni esterno interno note in Medicina Energetica, fornisce anche una precisa indicazione dello squilibrio emozionale (psicologico) che è alla base del disturbo funzionale prima e successivamente organico. Ecco i motivi per i quali questa piccola lesione non va rimossa alla cieca ed intempestivamente allo stesso modo di come non va chiuso il piccolo foro della valvola della pentola a pressione.
La presenza di questa manifestazione acquista un carattere di particolare importanza in relazione alle caratteristiche costituzionali (psicotico, prevalenza carbonica, carbo fosforica) e risentirà quindi delle cure omeopatiche di terreno col simillimum.





Uno studio made in USA pubblicato sugli Archives of Pediatric and Adolescent Medicine. I ricercatori hanno coinvolto 50 giovani e bambini con verruche su dita, mani e piedi. Metà di loro sono stati trattati con crioterapia, agli altri invece è stato messo sulla verruca un piccolo pezzo di nastro adesivo. Dopo 6 giorni, la lesione è stata levigata con pietra pomice, lasciata scoperta per 12 ore e quindi nuovamente coperta con il nastro. A distanza di 2 mesi nel gruppo curato con il freddo è scomparso il 60% delle verruche, nell’altro ben l’85%. Secondo gli esperti statunitensi, l’adesivo irrita le verruche provocando una reazione immunitaria che a sua volta finisce col distruggerle. Pensate quindi per un attimo al confronto di costi fra un rotolino di nastro adesivo ed un apparecchio laser.

In conclusione cosa funziona e quale metodica scegliere per il trattamento delle verruche? Vi rispondo con Sam Gibbs dermatologo britannico di Ipswich : “ se le verruche non danno fastidio si può non intervenire,dato che la gran parte guarisce spontaneamente in qualche mese. Se invece danno fastidio, o se l’interessato non vuole aspettare, bisogna scegliere fra almeno dieci trattamenti diversi .

 

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